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La Tavola Smeraldina e la Tavola di Rubino di Ermete Trismegisto, a cura di ser Nataniel
view post Posted on 10/11/2008, 22:56Quote

.Nataniel.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/10/2009, 12:00


{Note Off}
Autore: Ermete Trismegisto (?) - Introduzione e opera a cura di sir Nataniel
Revisionato e corretto il: 10.11.08 da Nataniel
Presentato in On come: libercolo di media grandezza

{Note On, scritte sulla seconda di copertina}
Il liber presenta un'antichissima trascrizione dal latino delle tavole di smeraldo e di rubino dell'emblematica e leggendaria figura di Ermete Trismegisto. L'introduzione storica è a cura del sottoscritto.
N.E. de Clairefont, anno Domini xxxx



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Introduzione
a cura di Sir Nataniel

La Tabula smaragdina -e la sua corrispondente opposta, la Tavola di Rubino- è uno dei documenti alchimistici più antichi e di più persistente durata. Si presume, leggendariamente, che nella sua stesura originale sia stata rinvenuta in una caverna incisa su di una lastra di smeraldo tenuta fra le mani della salma di Ermete Trismegisto, il tre-volte-grande Ermete. In una versione latina, il traduttore ci dice che le preziose frasi di Ermete furono scoperte da Galienus Alfachim, o il Medico, su di una piastra di smeraldo in una caverna, e questa tavola era tenuta fra le mani diel cadavere di Ermete Trismegisto. Il lettore viene esortato a custodire il testo con ogni segretezza, comunicandolo solo a uomini di provata buona volontà. Viene citata l'affermazione di Galienus: «Quando penetrai nella caverna, ricevetti dalle mani di Ermete la Tavola di Zaradi, su cui trovai iscritte queste parole». Il nome Galienus è stato preso per Galeno, ma sembra una corruzione di Balinas (Apollonio di Tiana). Il termine smeraldo o smeraldino era attribuito dagli Egiziani e dai Greci a quasi ogni sostanza verde, ovvero anche al granito verde e forse al diaspro verde. Il termine zaradi sembra inoltre una variante di una parola persiana indicante una camera sotterranea. Altre versioni della leggenda dichiaravano che la lastra smeraldina con i suoi precetti incisi in caratteri fenici era stata trovata nella Tomba di Ermete da Alessandro il Grande; oppure che una donna di nome Zara, talvolta identificata con Sara, moglie di Abramo, prese la tavola dalle mani di Ermete defunto in una caverna vicino a Hebron qualche tempo dopo il Diluvio. Avvolta com'è dalle nebbie della leggenda l'origine della Tabula, non è possibile stabilirne con certezza storica l'autore.

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Tabula Smaragdina
o
Tavola di Smeraldo
di Ermete Trismegisto
(Hermes Trismegistos)




I E’ vero senza menzogna, è certo e verissimo che ciò che è in basso è simile a ciò che è in alto; e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una.

II E come tutte le cose vennero dell’Uno per mediazione dell’Uno così tutte le cose nacquero dalla Cosa Una per adattazione.

III Suo Padre è il Sole, sua Madre è la Luna; la porta il Vento nel ventre suo e la Terra è la sua nutrice.

IV Questo è il padre del Telesma di tutto il mondo.

V La sua forza è integra se si riversa sulla Terra.

VI Separerai Terra da Fuoco, il sottile dal denso, delicatamente, con grande cura.

VII Ascende dalla Terra al Cielo e ridiscende in Terra raccogliendo la forza delle cose superiori e delle inferiori.

VIII Tu avrai così la gloria di tutto il mondo e fuggirà da te ogni oscurità.

IX Qui consiste la forza forte di ogni fortezza: perché vincerà quel che è sottile e penetrerà tutto quello che è solido.

X Così fu creato il Mondo. Da ciò deriveranno adattazioni mirabili il cui segreto sta tutto qui.

XI Pertanto fui chiamato Ermete Trismegisto, possessore delle tre parti della filosofia di tutto il mondo.

XII Ciò che ti dissi dell’operazione del Sole è completo

--§@§--



Verum sine mendacio, certum et verissimum.
Quod est inferius est sicut quod est superius, et quod est superius est sicut quod est inferius ad perpetranda miracola Rei Unius. Et sicut omnes res fuerunt Uno, meditatione Unius: sic omnes res natae fuerunt ab hac Una re adaptatione. Pater eius est Sol, mater eius Luna. Portavit illud ventus in ventre suo. Nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habes gloriam totius mundi. Ideo fugiet a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis, quia vincet omnem rem subtilem; omnemque solidam penetrabit: SIC MUNDUS CREATUS EST. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiae totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis.


--§@§--



Tavola di Rubino
di Ermete Trismegisto
(Hermes Trismegistos)





I - Non e' certissimo ne' verissimo quanto la mente della creatura concepisce:
Incomprensibile Vero e' il Creatore. Cio' che e' in alto
non e' come cio' che e'in basso. All'alto la magnificenza dell'unita', al basso
la miseria della molteplicita', che par tutto ed e' nulla

II - E poiche' tutte le cose partecipano della molteplicita'esse tanto meno sono verita',
vita, bene, quanto piu' si distanziano dall'Uno.

III - Ecco il numero, il molteplice, l'involucro, il cadavere dell'uno:
suo padre (fu) il desiderio della terra, sua madre l'ignoranza.
Il sole dissolse la carogna e il vento disperse il fetore del frutto dei due.

IV - Questo desiderio ha creato gli eroi, i demoni e gli dei; questa ignoranza
si e' riversata su tutto il possibile, confondendo ogni tradizione ed il Tre.

V - Ed ha regnato nel Male, nel sangue, fuori dalla Rosa nell'abominio dei quattro.

VI - Unirai l'uno col due, l'uno con i molti, il soffio col Se',
delicatamente con grande cura, fino al nove saltando il cinque.

VII - Poiche' discende dal cielo alla terra e risale al cielo disperdendo
le forze inferiori nella forza superiore, indefinibile, che si compie nel sei

VIII - Allora, figlio del desiderio, sarai come gli dei, i demoni e gli eroi
padrone dell'oscurita' e della luce dei sette

IX - (In cio') consiste la sapienza, sapiente di ogni sapienza;
sarai tanto grande da essere indefinito e indefinibile.
Vincera' che (pesa) di piu' sulla bilancia dell'otto.

X - Cosi' il mondo (invento') i suoi ideali. si puo' adattare questo arcano a qualunque (cosa):
serpeggiando, vibra come corda di cetra e si fa numero caduco. Anche ogni causa seconda.

XI - Pertanto io fui chiamato annunciatore di Thot, piu' schiavo della causa della ragione,
che amico della ragione stessa.

XII - (Quanto detto) delle umili operazioni di Urano e di Saturno
serva di prima guida ai desiderosi: Osiride e' un dio nero.

Edited by .Nathaniel. - 10/11/2008, 23:41
 
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